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                                                      RASSEGNA STAMPA - PRESS CLIPPINGS - Page B

Kuntarimari”, musiche da un altro mondo
“Racconti di mare” attraverso il mondo. Suoni che partono dalla Sicilia, solcano i continenti e tornano nel cuore del Mediterraneo carichi di suggestioni lontanissime. “Kuntarimari” degli Agricantus è un disco di confine, come tutta la produzione musicale della coppia Tonj Acquaviva e Rosie Wiederkeher, autentica anima del gruppo.
Dopo sei anni di silenzio, la band siciliana torna con un concept album per l’etichetta spagnola Discmedi. Dieci intense tracce musicali fuse in un disco che si avvale di diversi ospiti internazionali tra cui Mounir Troudi, uno dei più bravi cantanti sufi della Tunisia, Tamar McLeod, una cantante Maori, Onur Erbas, un cantautore della Turchia, che canta in Sema Simdi. C’è ovviamente spazio anche per la Sicilia, con il cantante ragamuffin siciliano Jaka che ha preso parte alla scrittura e canto di Divinità.
Nell’album si segnala anche la presenza di svariati strumentisti tra cui Binod Katwal, un virtuoso di flauti etnici del Nepal; alle chitarre, invece, il ritorno dello storico chitarrista italo/svedese Lutte Berg; al basso, poi, l’argentino Guille Mokotoff, mentre ai plettri etnici Mauro Sigura. Inoltre la presentazione del disco, a Barcellona, in Spagna, ha visto sul palco altre partecipazioni tra cui la cantante catalana Mariona Sagarra, la cantante greco/spagnola Iris Aneas ed il suonatore di Nay israeliano Gabriel Eden Kolkin. Un viaggio musicale intorno al Sud del mondo come da tempo non si ascoltava.
                                                            SiciliaInformazioni - Giulio Giallombardo - 09 gennaio 2014


KUNTARIMARI  (Discmedi/Warner music)
Il mare? Paragoniamolo a un incrocio: di sfide, leggende, fatiche, scoperte, uomini e donne. Raccontarlo è una conseguenza logica, per chi lo vive e per chi ha deciso di inserirlo al centro della propria cifra stilistica.
“Kuntarimari” si traduce con “racconti di mare”, e gli Agricantus ricorrono alla loro lingua, il siciliano, per tornare sulle scene dopo sei anni di assenza e tirare fuori un album su sfide, leggende, fatiche, scoperte, uomini e donne. Storie tenute insieme dall’acqua salata, dalle onde, bagnate da tradizione e modernità e da una babele di idiomi (no, l’italiano non c’è).
Flauti nepalesi e boliviani, il ragamuffin di Jaka, cantautori di ispirazione sufi, musicisti e haka neozelandesi, computer e iniezioni ambient convivono nel mezzo di dieci canzoni influenzate da retaggi cantautorali, cuciti da arrangiamenti raffinati e tendenze orientaleggianti, giochi di voci e di cori, trame intriganti (la chitarrina di Sema Simdi ricorda tanto i Beach House, e che non sembri una bestemmia).
In fondo, gli obiettivi di Tonj Acquaviva e Rosie Wiederkeher, ovvero l’anima degli Agricantus, sono i medesimi da almeno due decenni: avvicinare le culture, inserirle in qual calderone che un tempo andava tanto di moda definire melting pot. Costruire ponti e renderli accessibili è la specialità della casa, “Kuntarimari” la conferma della straordinaria apertura mentale della band siciliana, della sua capacità di assimilare e mettersi al servizio del sud del mondo. E per dirla tutta – se ancora non si era capito – abbiamo a che fare con un disco bellissimo...
                                                                              Rockit - Giuseppe Catani - dicembre 2013


AGRICANTUS Kuntarimari
Il nuovo concept di Tonj Acquaviva e Rosie Wiederkehr è un porto di mare aperto all’incontro e all’idea di contaminazione come motore vivo del mondo. Contaminazione geografica tra culture e forme espressive, ma anche temporale tra antico e moderno, testimoniata dalla coesistenza di strumenti tradizionali provenienti da ogni terra emersa e synth, loop, campionamenti e drum machines. Ne scaturisce un suadente ibrido le cui levigature rimandano a suggestioni e impressioni quasi oniriche, apparentemente decontestualizzate ma comunque figlie dalle terre che le hanno ispirate: una world music dell’altrove che non disdegna di familiarizzare con ambient e trance, sempre saldamente in equilibrio tra spaesamento e identità.
                                                                              Rockerilla - Alessandro Hellmann - ottobre 2013


Agricantus, il ritorno: "Kuntarimari"
... il nuovo video in bianco e nero da "Kuntarimari", in parte tratto da un vecchio documentario degli anni Cinquanta sulle tonnare di Favignana, scelto perché il tema della canzone è il mare. In questo brano Tonj Acquaviva e Rosie Wiederkehr, leader storici della formazione, ospitano Jaka, cantante ragamuffin siciliano, e il flautista nepalese Binod Katuwal.
                                                                                     La Repubblica - 19 agosto 2013


 Millenium Klima una sinfonia degli Agricantus

...Tonj Acquaviva e Rosie Wiederkehr degli Agricantus con il nuovo nome di ACQUAVIVA presentano 'Millenium Klima, il primo capitolo di una sinfonia dedicata alla sensibilizzazione ambientale e allo sviluppo sostenibile. L'opera si apre alla multidimensionalità (tra musica acustica ed elettronica, videoarte e fotografia), la ricerca sonora è contaminata dalle altre componenti artistiche contemporanee. Lo spettacolo è pensato come un viaggio visivo e sonoro.
                                                                                     Corriere della sera - 7 aprile 2010


ACQUAVIVA : LA NATURALE EVOLUZIONE DEGLI AGRICANTUS
È cambiato il nome, è cambiata la line-up, è nata una nuova etichetta discografica ma l’anima degli Agricantus, adesso divenuti Acquaviva, è rimasta la stessa.
Li avevamo lasciati con il successo dell’ultimo album Luna Khina e adesso li ritroviamo finalmente rinati nelle armonie eteree del loro nuovo album Millenium Klima. Le voci di Tonj Acquaviva e Rosie Wiederkehr danno così vita a creazioni sonore di grande maturità artistica, trovando un ottimo connubio fra la world music e le sonorità marcatamente ambient.
Fiore all’occhiello di questo lavoro discografico è la collaborazione con l’Onu nella campagna per la sensibilizzazione dello sviluppo sostenibile del Mediterraneo, impegno che sottolinea la vocazione del gruppo verso progetti che tutelino le minoranze etniche che in tutto il mondo purtroppo stanno lentamente scomparendo. Alcune tracce appaiono quasi come inni alla natura e alla volontà di ritrovare l’equilibrio solidale tra i popoli ; è il caso di Impermanence e Ciuri Assai, canti delicati e avvolgenti all’interno di tappeti sonori di synth, percussioni e archi in un equilibrio quasi perfetto. Non mancano, inoltre, chiari spunti compositivi attinti al ventennale repertorio stilistico degli Agricantus che certamente creano le solide basi di questo ensemble d’avanguardia.
Ciò che non smette però di stupirci, nonostante il tempo trascorso, è l’eclettica genialità del suo creatore Tonj Acquaviva ; il poliedrico musicista palermitano infatti, sembra quasi giocare con le sue composizioni spaziando ampiamente in un’alternanza di ritmi e vibrazioni che tuttavia non rischiano mai di perdere il loro leitmotiv dominante. Il risultato non può che essere, dunque, un ambizioso intreccio di atmosfere etniche e melodie chillout, sapientemente miscelate per creare quella suggestione tanto lucida quanto misticheggiante che in modo quasi inesauribile continua ad appassionarci piacevolmente.
                                                                  MEGARON Online settembre 2009 - Francesco Buscemi


Quando la musica placa la sete
È possibile irrigare il deserto con una canzone? Combattere la siccità a suon di musica? Estinguere la sete con un videoclip? Queste domande Tonj Acquaviva deve essersele poste diverse volte prima di trovare la risposta. Da molti anni infatti il leader degli Agricantus, forse il più famoso gruppo di world music italiano, è riuscito a tradurre la sua anima di viaggiatore e l'amore per l'Africa subsahariana in progetti musicali.
I suoi lavori vivono della contaminazioni fra strumenti etnici ed elettronica, parlano le lingue e i dialetti portati dal vento del deserto. L'ultimo album "Millenium Klima" non fa eccezione. Anche qui, al solito, è l'impasto sonoro tra la voce di Tonj e quella della cantante Rosie Wiederkehr a stabilire la temperatura emotiva. (...)
                                                                           L’ESPRESSO - 30 giugno 2009 Alberto Dentice


Agricantus: la world music made in Sicily
Spesso il lungo corso della musica segue in modo diacronico la realtà e la storia dei luoghi che ne sono stati la culla; altre volte questo cammino sopravvive nelle sue molteplici dimensioni locali perdurando in quelle sonorità tradizionali che l’autoctonia e il folklore fanno giungere fino ai giorni nostri. Di rado invece questo antico spirito popolare riesce a essere intrecciato ai canoni della musica moderna; quando questo avviene, il risultato che si ha è molto più che un genere o un progetto musicale: è una missione.
È proprio questo gruppo, il cui nome significa “canto del campo di grano”, a possedere l’indole forte di chi vuole riscoprire e far risuonare ancora i motivi e le atmosfere delle musiche etniche che tanto caratterizzano il Mediterraneo e le differenti culture dei suoi popoli. Da quasi vent’anni, infatti, gli Agricantus creano con grande successo un sound nel quale la tradizione incontra le sonorità d’avanguardia per dare vita a un genere che abbraccia tante etichette senza mai "trovare" la propria.
La formazione è un organico di abili strumentisti di origine palermitana: primo fra tutti il carismatico leader del gruppo Tonj Acquaviva (voce e percussioni), Mario Crispi (strumenti etnici) e a seguire la cantante svizzera Rosie Wiederkerhr che, con la sua particolare voce, ha contribuito all’espressione delle contaminazioni alle quali la band continuamente si è accostata.
Così, partendo dai primi album marcatamente folk, la sperimentazione sonora del gruppo ha gradualmente trovato il suo fulcro nei tratti spiccatamente mediorientali dell’ambient music suggellando i testi dei brani scritti e cantati in siciliano. ...È una musica senza tempo. È il lamento delle donne berbere, il suono delle tribù nordafricane, è il canto dei tuareg e della loro passionalità.
Gli album che incontriamo "percorrendo" la loro carriera miscelano realtà sonore che partendo dai vocalizzi siciliani muovono verso motivi orientali, passando per melodie ipnotiche. ...E non disprezzando, tra l’altro, l’uso di testi in spagnolo, francese, tedesco, inglese e latino. Un agglomerato multiculturale insomma, che non può che affascinare con le sue mille forme. ...
                                                          Megaron Online - lunedì 2 febbraio 2009  Francesco Buscemi

...l'Auditorium riesce a restituire la ricchezza acustica dei molti strumenti non convenzionali usati dagli Agricantus, formazione di punta nel panorama della world music. Stasera sono sul palco della Sala Sinopoli per presentare "Luna Kinha" (luna piena in siciliano), il loro ultimo album prodotto da Rai Trade. L'intero disco è cresciuto ed è stato concepito intorno alla canzone "Talìa" (significa guarda in siciliano, nda) che è stato il tema portante della colonna sonora del film "Il Figlio Della Luna" di Gianfranco Albano, (...)Una ricerca continua che non si ferma di fronte alle diversità musicali, trovandone anzi la spinta motrice, come dice Tonj Acquaviva, che alla voce e alle percussioni, è il perno del gruppo insieme alla fantastica Rosie Wiederkeher, capace di fondere mille lingue in melodie che definire suggestive è poco.
                                                                                               Musicaroma - 2007 Leonardo Vietri


Le sonorità esotiche e trasversali degli Agricantus con guest star dj Ravin sono state protagoniste ieri sera a piazza Kalsa nell’ambito di Kals’Art.(...) il gruppo nato a Palermo nel 1979, ha regalato un concerto di fattura assai suggestiva, ...Capitanati dal bravissimo leader Tonj Acquaviva e guidati dalla voce sinuosa e sensuale della svizzera Rosie Wiederkehr, la band ha dato fondo al suo repertorio....tutto al servizio di una musica che ammalia ed evoca, ricordi, odori, trame.
                                                              Giornale di Sicilia - 17 agosto 2005 Maria Elena Vittorietti

Oltre le frontiere l’universo Agricantus 
...La band di Tonj Acquaviva è un patrimonio da trattare con cura e il suo ingresso all’Auditorium Parco della Musica è il giusto riconoscimento al talento di musicisti che hanno conquistato credibilità e prestigio in tutto il mondo.                                       
                                                         TrovaRoma La Repubblica - 26 febbraio 2004 Andrea Silenzi

Il suono ibrido e sensuale degli Agricantus inaugura questa sera a Villa Ada la decima edizione di "Roma incontra il mondo". ... la formazione che più di altre ha lanciato una via italiana alla world music. Un percorso che la band nata in Sicilia si è andata costruendo attraverso viaggi iniziatici nei rituali della cultura Tuareg o nelle interiorità della meditazione tibetana, senza dimenticare i suggerimenti della tradizione mediterranea. Un dato evidente soprattutto nella mescolanza dei canti, quello sensuale di Rosie Wiederkehr e quello aspro e viscerale del percussionista Toni Acquaviva. Questa sera il percorso sonoro degli Agricantus farà un salto in avanti, perché è previsto l' incontro con il DjRavin, il musicista originario delle isole Mauritius autore delle celeberrime compilation del Buddha Bar...
                                                                        La Repubblica - Felice Liperi 23 giugno 2003

Sulla coinvolgente melodia di Francesco Bruno uno dei migliori chitarristi della scena musicale italiana, hanno scritto un testo intenso e poetico Rosy Wiederkher e Toni Aquaviva degli Agricantus.
                                                                                                    L’Unità - Giancarlo Susanna  2002

...Fattore scatenante del boom d'oltreoceano la pubblicazione di una loro antologia per il mercato statunitense, distribuita dalla prestigiosa etichetta World Class e intitolata The Best Of Agricantus. In vero, la band siciliana oggi rappresenta il meglio che una parte della musicalità del nostro Paese ha prodotto negli ultimi anni. Gli ingredienti che compongono questa saporita pietanza sono un percussionista, cantante e autore Tonj Acquaviva; un suonatore dei più disparati strumenti a fiato etnici Mario Crispi; un bassista "funky" Mario Rivera; i liuti di Giuseppe Panzeca; e una voce incantevole Rosie Wiederkehr...                                                                                                                                                                                                            Kataweb - 1999 Giuseppe Palazzolo

Mentre un loro best pubblicato negli Stati Uniti rischia di portarli molto presto ad un tour oltreoceano, gli Agricantus offrono un saggio della loro bravura dal vivo con questo lavoro intitolato “Faiddi”, in cui mettono in mostra una formula musicale caratterizzata dall’incrocio indissolubile di due mondi. Da un lato quello relativo ai loro punti di riferimento mediterranei, capaci di mescolare melodie e tessiture armoniche della nostra penisola (vedi la pizzica rivisitata in “Maarja”) con influenze maggiormente arabe e africane (è il caso dei brani di impronta tuareg, come “Hala hala” e “Azalai”), per non dire mediorientali. Dall’altro lato affiora prepotente un gusto tutto trance per le ritmiche, anche questo in parte frutto delle culture musicali etniche e della loro concezione musicale associata all’idea di rito e di catarsi. Su queste coordinate si disegna poi lo specifico compositivo e narrativo del gruppo, capace di spaziare da suggestivi momenti panetnici come quelli relativi ai due brani tratti da altrettante colonne sonore – “Istanbul uyurken” e “Amatevi”, rispettivamente da “Il bagno turco” e “I giardini dell’Eden” – a brani che non disdegnano l’inserimento di citazioni ‘classiche’, come nel caso dei brani tratti dal loro più recente album, Kaleidos” – “Occhi chi nascinu” o “Sy e Duar”. Se l’impasto musicale della band capitanata da Toni Acquaviva dimostra di essere sempre più esperto con il passare del tempo, la voce di Rosie Wiederkher non finisce di emozionare e di cercare nuove strade espressive, comprese quelle di un ritorno ad un’espressività fortemente popolare, messa il luce dai primi lavori del gruppo.
                                                                                                                 Rockol.it - 07 Nov 1999

Sono in continua ascesa le quotazioni degli Agricantus, che strada facendo mettono sempre più a fuoco gli obiettivi del viaggio intrapreso.
Kaleidos suona così come l'opera più matura del gruppo, concentrato sul dub meticcio e confortato dalla sempre maggiore maturità e sicurezza dimostrata dalla voce di Rosie Wiederkher. Profondità e melodia si impongono subito come gli elementi più visibili del lavoro del gruppo con base in Sicilia, ma la grandezza degli Agricantus è ancora più apprezzabile nelle rifiniture. Per una "Sy E Duar" di immediato impatto radiofonico, c'è un'obliqua e intensa "Loosin" che viene fuori alla distanza, "Romeo e Giulietta" esplode di armonie e respiro dub europeo, "Araciu" implode di vibrazioni electro. Tutto è curato nei minimi particolari con un gusto e un'originalità nelle linee di basso (di T. Acquaviva) che molti celebrati maghi del dub europeo si sognano di notte.
                                                                                                                       Music Club - 1998
                                                                                                                                                                                                                           
Il gruppo palermitano arriva alla seconda prova discografica dopo Gnanzu (un titolo che rappresenta il grido di gioia dei pescatori di tonno di Favignana), album autoprodotto che ora viene distribuito dalla Compagnia Nuove Indie. La stessa che promuove il nuovo Viaggiari, un mini CD contenente quattro brani. Ma tanto è l'impatto di questi brani da meritare una intera recensione. Intanto, giusto per fare un po' di storia, diciamo che gli Agricantus provengono da Palermo, o perlomeno gran parte di loro. Della formazione fanno parte: Toni Acquaviva alle percussioni, tamburi, elaborazioni ai campionamenti e voce; Mario Crispi alle launeddas, ciaramella, sax soprano, flauto traverso, ance e flauti etnici, tammorra e voce; Giuseppe Panzeca al mandolino elettrico ed acustico, voce e tammorra; Mario Rivera al basso elettrico e voce; Antonio Corrado alle chitarre e synt guitar; infine Rosy Wiederkehr (nata a Lucerna) al canto e percussioni. Alcuni componenti hanno fatto parte del progetto Agave, prima di dedicarsi a quello degli Agricantus a partire dal 1979...  La voce della cantante si fonde con il resto della musica senza mai assurgere a un ruolo primario tranne che nel motivo Anninnia, in cui vengono utilizzate frasi liberamente ispirate da ninnananne sarde, in dedica ai bambini della Bosnia...Della proposta degli Agricantus piace anche quella scioltezza nell'impiego di strumentazioni prettamente acustiche abbinate a quelle elettroniche, che utilizzano campionamenti. Il tutto diventa più accattivante, non cala il ritmo, e ci lascia buone impressioni.                                
                                                                                          Word Music - 1995 Giordano Casiraghi

Con “Gnanzù” (un grido che accompagna la mattanza), gli Agricantus dimostrano che è possibile rigenerare una tradizione[...]una parentesi ecologista con Balene di Toni Acquaviva ( in cui le sole percussioni lavorano su un loop di canti delle balene ), il discorso musicale si svolge con grande fluidità e mai perdendo quella freschezza primitiva...                                                   
                                                                                        World Music - giugno 1993 Gianni Gebbia
   
                                                                                                                                                             Go >> Page A